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lunedì 17 novembre 2014

Premio alla Carriera Poetica conferito a Sandra Carresi

La Giuria della III edizione del Premio Nazionale di Poesia "L'arte in versi" organizzato dalla Ass. Poetikanten, dalla rivista di letteratura Euterpe e Deliri Progressivi ha conferito lo scorso 15 novembre 2014 a Firenze, durante la serata di premiazione, il riconoscimento a Sandra Carresi denominato PREMIO ALLA CARRIERA POETICA, con la seguente motivazione:



Il profilo poetico di Sandra Carresi è lungo, significativo e di indubbio interesse per il critico letterario dell’età contemporanea. Apertosi nel 2010 con una pubblicazione dal titolo “Una donna in autunno”, ha visto poi seguire numerose altre sillogi poetiche tra cui “Dalla finestra incantata “ (2011), “L’ombra dell’anima” (2012), “Le ali del pensiero” (2013) e la recente “I cristalli dell’alba” (2014). Opere ben congegnate, riuscite, motivo di entusiasmo da parte di critici e lettori qualunque nelle quali l’universo concettuale di Sandra spazia dalle tematiche del ricordo alle espressioni più concrete di amore, per i familiari o altri cari, con una particolare suggestione per l’elemento naturale, sia esso vegetale che floreale. A ispessire ulteriormente un pedigree poetico variegato e profumato, in termini recenti si è notato il bisogno della Poetessa di ricorrere anche alle tematiche di impatto più marcatamente civili con le quali si è occupata, prevalentemente, dello stato di disagio, depressione e insicurezza fisica e morale in cui l’uomo contemporaneo vive. Non è solo il lodevole ed entusiastico profilo letterario di Sandra Carresi a motivare il conferimento di questo Premio alla Carriera Poetica, ma anche la sua inestimabile caratura umana di donna sensibile, disponibile, felicemente collaborativa, instancabile lavoratrice per aiutare sempre gli altri nella realizzazione di eventi e/o situazioni contingenti. Una donna che si è distinta per le sue connaturate doti umane, per la sua amicizia e spontaneità, per la genuinità del temperamento e la comprensione degli altri. Elementi, questi, che la rendono una persona alla quale conferiamo questo Meritato premio affinché continui con la sua grande penna di poetessa (ma anche di narratrice) a regalarci suggestioni, a farci riflettere e a condividere con noi esperienze di un vissuto che ha tanto da insegnarci. E perché continui ad accompagnarci con la sua infallibile serietà e inappuntabile professionalità nel campo della letteratura in futuri progetti perché la Sua presenza onora noi come Amici e colleghi scrittori, e arricchisce l’Arte tutta.

Firenze, 15-11-2014


(Riceve il Premio consegnato da Lorenzo Spurio -Presidente del Premio- e da Michela Zanarella -Componente della Giuria-)



mercoledì 17 settembre 2014

Susanna Polimanti su "L'ombra dell'anima" di Sandra Carresi

L’ombra dell’anima, edito da Libreria Editrice Urso nel 2012, è una raccolta di poesie il cui titolo è di per sé, un vero e proprio assunto della biografia dell’anima e della poetica tutta di Sandra Carresi.
Le sue poesie sono parole lievi che accompagnano concetti profondi, descrizioni di paesaggi che toccano il cuore. Nello scorrere sulla carta, i suoi versi suggeriscono all’animo di chi legge, suggestive cornici di emozioni e scenari come il profumo di un tiglio, il distacco struggente da radici che con l’età sbiadiscono o la memoria dell’odore particolare di un tempo, a ricordare lontananze di spazio e di sentire: “Non esiste un cuore senza radici[,] / non esiste un cuore che non possieda/ il profumo degli anni verdi[,] /belli, spensierati, sinceri e vulnerabili.”
Una dolcezza malinconica si dipana da ogni sua immagine, la poetessa s’immerge nelle stagioni della vita, le trasfigura nelle stagioni dell’anno e stana senza paura le ombre nascoste; “all’ombra della sua anima” torna a confrontarsi l’intensa e matura parola poetica che lei dipinge in “un quadro perfetto/ che respira salsedine” e ancora come “donna, farfalla[,] /pantera e sirena” si popola d’icone che si disegnano nell’Io e fuori dall’Io, sulla memoria di un vissuto che riemerge tramite il pennello delle parole.
La cover di questa raccolta poetica è leggiadra e armoniosa, ritrae una giovane donna dai lunghi capelli sciolti al vento che agita un drappo di raso rosso, quasi a spogliarsi del consueto abito, per indossare l’impalpabilità della sua anima, diventando così una pagina trasparente pe il lettore.
In ogni strofa scorre l’amore, vero e autentico, verso un figlio “Re di quadri” con il quale lei gioca in compiaciuta ammirazione, dedicandogli parole sapientemente disposte con funzione metaforica e simbolica, si diverte a competere con lui e si trasforma in una sorta di “designer” della sua stessa poesia. La poetessa si rivolge anche al suo compagno di vita, osserva e scruta l’evoluzione del sentimento d’amore che, mai sopito, si riaccende ogni giorno con il semplice tocco delle mani, non più “snelle ed ossute/ dei tuoi vent’anni” bensì “forti e massicce… Le stesse che al mio corpo/ s’intrecciano la notte/e/giocano al risveglio/del mattino.”
Sandra Carresi condivide con il lettore anche il timore della morte, lo aiuta a riconciliarsi con essa, dipingendola metaforicamente con la poiana, uccello predatore il cui volo silenzioso le concede l’arrivo improvviso… “appostamenti improvvisi, artigli alla schiena/ e… silenziosa la morte.”
Ogni poesia segue un preciso ritmo senza alcuna pomposità, lo stile non è prosopopeico seppur ricco di echi e risonanze melodiche, vi si riscontra la molta cura delle scelte espressive con figure retoriche quali climax e anafore, a sottolineare un effetto progressivamente più intenso Una poetica fluida, spontanea che predilige un’intimità tipica dell’animo femminile, in ascolto delle sua anima, delle voci misteriose e silenziose della natura, in una realtà di simbolismo pascoliano.
Il critico, di fronte alla sua poetica, non può fare a meno di ascoltare Sandra Carresi  mentre inquadra la sua interiorità profonda, capace di cogliere gli aspetti meno ovvi della realtà e tutti quei sentimenti apostrofati dal vissuto, non si sofferma sugli aspetti strutturali o metrici, non ne sente la necessità, perché dai versi risaltano unicamente la speranza e la decisione di vivere il tempo con urgenza di luce.
Le strofe si susseguono aprendo un varco di rinascita. Non è dunque questo lo scopo della poesia? Esprimere i sentimenti attraverso immagini che siano tali da rendere universale ogni libera espressione e percorrere i sentieri di vita con la certezza che taluni “giganti” siano sempre “messi all’ombra [,] / a riposare [,] …”. La poesia di Sandra Carresi è specchio e interprete di un’autentica realtà, Sandra ne diviene scenografa, senza finzione alcuna.



SUSANNA POLIMANTI                                            Cupra Marittima 10.09.2014

martedì 15 aprile 2014

Cristalli di vita e di passione: Sandra Carresi poetessa a tutto tondo - a cura di ILARIA CELESTINI

Cristalli di vita e di passione: Sandra Carresi poetessa a tutto tondo
a cura di ILARIA CELESTINI


Leggendo quest'ultima opera poetica di Sandra Carresi, I cristalli dell'alba (TraccePerLaMeta Edizioni, 2014), si ha la percezione di una semplicità cristallina, a cui già prelude intenzionalmente e allusivamente il titolo, che si accompagna a una non comune complessità.
Nella raccolta, che consta di una cinquantina di componimenti, si mescolano sapientemente toni elegiaci, in cui l'autrice rievoca scene quotidiane di piazze dove un tempo si poteva conversare amabilmente e paesaggi che fanno da sfondo all'amore insieme passionale e colmo di commossa tenerezza, ai registri linguistici più forti dello sdegno contro le umane ingiustizie, contro i piccoli e grandi soprusi di ogni giorno, e soprattutto contro la violenza gratuita e assurda che si accanisce contro le vittime innocenti, e in quanto tale non è accettabile né in alcun modo ignorabile.
Così la poetessa raccoglie ed esprime il grido della giovane donna massacrata da chi un giorno giurava di amarla, la rabbia di chi si sente derubato nei propri diritti da chi sarebbe invece preposto a tutelarli, come i “cacciatori di poltrone” che con la sua garbata ma potente ironia stigmatizza.
Le pagine scorrono veloci, è un testo semplice, ma solo in apparenza; perché all'occhio del lettore esperto non sfugge la bellezza delle rime studiate in maniera giocosa, ma raffinata; o l'accorgimento, che ricorre puntualmente, così da configurarsi come un vero e proprio stilema della raccolta di liriche, della punteggiatura disposta in modo da creare l'effetto di pause del discorso parlato.
Ed è nella capacità di parlare a se stessa così come a chi non c'è più, a chi avrebbe molto da dire e a chi ha taciuto troppo, che si rivela la preziosità nascosta dietro il velame dell'eloquio fatto di parole quotidiane e comuni, ma ben lontane dalla banalità.
L'autrice ha il dono di quella che in psicoanalisi si potrebbe definire “personalità strutturata”: sul piano letterario e umano, questo significa la capacità di abbracciare ed esprimere i molteplici livelli dell'esistenza: l'amore adulto, che si dona e che sa gustare fino in fondo le gioie della vita; la consapevolezza della fugacità del tempo e delle terrene illusioni; la dolcezza dei ricordi di famiglia; il rispetto e lo stupore, per le bellezze della natura e del proprio ambiente; l'emozione per i piccoli gesti, per i colori, i sapori, e al tempo stesso, la capacità di manifestare, sempre, la solidarietà con chi è stato schiacciato dalla crudeltà insensata dell'uomo, e la dolorosa coscienza che ci sono limiti oltre i quali si entra nella tragedia, di fronte alla quale non è possibile, sul piano umano, un perdono.
Il riferimento agli orrori del nazismo rappresenta il culmine dell'arte dell'autrice, poetessa e donna di specchiata onestà intellettuale e dai valori cristiani profondi, radicati, vissuti; valori che non vengono meno di fronte al crimine per antonomasia contro l'umanità, ma che divengono condanna, per sempre, del male assoluto e di chi lo commise, che non potrà e non dovrà trovare mai, in alcun modo, giustificazione od oblio.
Lo stesso vale, sul piano umile della quotidianità, per le piccole e grandi violenze di comune criminalità, certamente infinitamente meno grave, e incommensurabile, rispetto alle tragedie della storia, ma non per questo accettabile supinamente, nel nome di un ipocrita buonismo.
Tutti coloro che violano la dignità di una persona, a qualunque livello, sono per la poetessa, da  esecrare, nella negatività dei loro gesti, come chi profana la nostra casa, la nostra intimità, o il nostro legittimo diritto a essere tutelati e non oppressi.
Non è facile manifestare la rabbia di fronte alle ingiustizie, e Sandra Carresi riesce a farlo con grazia, con l'eleganza di chi non esprime rancore, ma semplicemente, non si rassegna.
E' una raccolta che vibra di vita, dolce come le luci dell'alba e profonda come la notte che fa da cornice all'amore; che sa parlare dell'universo e al tempo stesso è radicata nei momenti conviviali e di amichevole intimità.
Ed è soprattutto un inno, un inno alla vita, nella molteplicità delle sue sfumature, tratteggiate con uno sguardo sereno, attento, partecipe, profondamente sincero, consapevole del dolore e della fragilità della condizione dell'uomo, e insieme colmo di tenerezza e di bene.


                                                                             Ilaria Celestini



Brescia, 15 Aprile 2014

venerdì 11 aprile 2014

"I cristalli dell'alba" di Sandra Carresi, recensione di Susanna Polimanti

I CRISTALLI DELL'ALBA di Sandra Carresi

TraccePerLaMeta Edizioni, 2013

Recensione di Susanna Polimanti


La poetessa e scrittrice Sandra Carresi ritorna ai lettori con la nuova silloge I cristalli dell’alba, del marzo 2014 per la Collana Indaco-Poesia di TraccePerLaMeta Edizioni. Il titolo della silloge poetica è già di per sé un inno alla luce e alla purezza. Il cristallo è un minerale naturale e trasparente, simbolo di purificazione, da esso s’irradiano fasci di energia luminosa; l’alba è il simbolo del nuovo giorno e del risveglio interiore, le ombre della notte si diradano e riappare quel momento affascinante e magico in cui avanza il chiarore che illumina il nostro animo e la nostra volontà.
La poetica di Sandra Carresi tocca nel vivo temi importanti quale la vita, l’amore e il dolore. I suoi versi percorrono stati d’animo reali che appartengono a tutti. Immagini semplici ma di forte impatto emotivo esprimono il progressivo indebolirsi di certezze del mondo potente e debole a un tempo; con grande equilibrio la poetessa affronta dolorose note attuali, prima fra tutte lo sgretolamento di valori del mondo contemporaneo “[…] in un secolo gonfio di valori/sbattuti in terra come falsi pudori[.]” e misura una distanza tra un passato e un presente mentre nel suo cuore il tempo non muta   “Provocante e raffinato/questo rincorrere/del tempo/che alla fine poi [,] /rimane intrecciato nelle/pieghe del mio sorriso [,] /mutando il corpo [,] / ma [,]restando fermo/ in quel gioco sottile/dell’antico temperamento [.]”

Ogni poesia riconduce a un preciso codice etico che permette alla poetessa di approdare su aspetti di disagio, episodi di violenza, condizioni di povertà e necessità di maggiore giustizia; la poetessa delinea il nostro presente con significato connotativo “Feroci questi tempi/di sangue e di sale/di gelosie e vendette” che infettano e contagiano la nostra società, viziando l’aria e la luce del nostro paese.  Immagini inattese rappresentano il mondo interiore, in alcune strofe ritroviamo delicatezza di toni, in altre una pungente nostalgia. Sandra Carresi con la sua poesia supera il soggettivismo e si pone in comunione con la natura che le si apre allo sguardo come un “ventaglio”, unisce il suo cuore al cuore di ognuno. Con particolare espressività di termini sottolinea l’onestà, la dignità e l’umiltà, poiché senza di esse non può esserci la gioia che incanala le nostre energie naturali.
Il suo stile è semplice, ritmico, predilige strofe brevi che creano una trama d’infinite suggestioni ed emozioni, ne risulta un verso che diviene quasi un salmo, una preghiera, un inno alla vita.
Sandra Carresi utilizza una costruzione del verso con una particolare attenzione alla musicalità e al ritmo, una poesia dunque, che chiede di essere ascoltata e non solo letta. Anafore ricorrenti nelle diverse strofe e parole ripetute con lettera maiuscola quali Mondo, Vita e Terra, concedono ritmo incalzante e martellante, quasi a ribadire tra i versi elementi e concetti di richiamo.
In una sinestesia visiva, la poetessa geme con coloro che piangono e allo stesso tempo canta la gioia e la grida. Le sue parole incitano a ritrovare l’amore condiviso, a “[…] conservarne memoria/nella grotta della vita.” per riscoprire “[…] il sapore antico/del passato […]”.
Sandra Carresi con la sua silloge I cristalli dell’alba protende lo sguardo lontano, squarcia il silenzio, oltrepassa il filtro di ogni barriera debilitante, esce dall’ombra e si affida alla luce della rinascita, della speranza certa di ogni nuova alba. I suoi cristalli calmano i sensi, scaldano i nostri cuori e ci stimolano a non sentirci più atomi isolati bensì parte di un grande universo d’amore “La speranza unisce l’anima/ e la fame di cuore/fa di ogni burrasca/cristalli, da disegnare nel tempo”.
I cristalli dell’alba di Sandra Carresi è un testo letterario polisemico che può essere interpretato in più modi, tuttavia, le poesie ivi contenute richiamano moltissimo la poetica dannunziana, laddove una realtà difficile e dolorosa vela la luminosa bellezza di ogni anima.



SUSANNA POLIMANTI

Cupra Marittima 10.04.2014



venerdì 28 marzo 2014

"I cristalli dell'alba": la nuova silloge poetica di Sandra Carresi


E' uscita da pochi giorni la nuova "fatica" letteraria della poetessa fiorentina Sandra Carresi. La nuova silloge poetica, che porta il titolo evocativo "I cristalli dell'alba" è stata pubblicata da TraccePerLaMeta Edizione, l'attività editoriale dell'omonima casa editrice dove la Carresi figura tra i soci fondatori.
Il nuovo libro si apre con una nota critica firmata dallo scrittore, critico letterario e ordinario di letteratura italiana Nazario Pardini che ne rintraccia la suggestività del verso e si chiude con un apparato critico finale ad opera di Lorenzo Spurio dove si sottolinea, invece, l'impronta sociale di varie liriche dove il lettore conoscerà una poetessa forte nei suoi insegnamenti morali che non manca di osservare con disgusto le iniquità sociali del nostro oggi.
Nazario Pardini nella prefazione scrive: Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende. Insomma una silloge che racconta la vita, in tutte le sue forme, le più dolci e le più crude: sottrazioni, scottature, illusioni, speranze, delusioni, rammarichi, quietudini; realtà quotidiane, minuziose, occasionali; slanci onirici; un realismo lirico, comunque, di grande impatto umano, dove è facile ritrovarci, dove ognuno di noi, leggendosi, ascolta un brandello della sua storia. E mi piace iniziare la mia esegesi da questi versi incipitarî che fanno da prodromico avvio ad una voce spontanea, libera, pulita, e architettonicamente movimentata; una voce che sa raggiungere apici di non comune fattura ispirativa.

Scheda del libro:

Titolo: I cristalli dell'alba
Autrice: Sandra Carresi
Prefazione: Nazario Pardini
Postfazione: Lorenzo Spurio
TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
Pagine: 100
ISBN: 978-88-98643-16-5
Costo: 10€
Link all'acquisto 

sabato 1 febbraio 2014

NAZARIO PARDINI: LETTURA DI "POESIE", DI SANDRA CARRESI


Nazario Pardini
su
Poesie di Sandra Carresi (inedito)


Parlavo di te
proprio ieri
all’Estate
non ancora caldissima.

Pensavo
a quei bagni salati,
ai pesci colorati,
ai cornetti gelati,
alla spiaggia infuocata
all’abbronzatura
di cioccolata.

Che bella
L’Estate di sole,
di mare,
di niente da fare.

Solo ricordare…,
ed ha già,
il sapore
del sale (Parlavo di Te).

Una silloge, questa nuova di Sandra Carresi, vivace, intensa, di proteiforme valenza, dove ogni emozione trova corpo in versi duttili e generosi, ora brevi, secchi, ora ampi, aperti; disposti e disponibili a seguire l’ondulazione delle intime vicende. Insomma una silloge che racconta la vita, in tutte le sue forme, le più dolci e le più crude: sottrazioni, scottature, illusioni, speranze, delusioni, rammarichi, quietudini; realtà quotidiane, minuziose, occasionali; slanci onirici; un realismo lirico, comunque, di grande impatto umano, dove è facile ritrovarci, dove ognuno di noi, leggendosi, ascolta un brandello della sua storia. E mi piace iniziare la mia esegesi da questi versi incipitarî che fanno da prodromico avvio ad una voce spontanea, libera, pulita, e architettonicamente movimentata; una voce che sa raggiungere apici di non comune fattura ispirativa.   
         Sta proprio qui il momento essenziale del poema: in quella confessione originale e carica di pathos ad un’estate che si fa altro ego di un memoriale rintuzzato da ritorni di reale concretezza: “Pensavo/ a quei bagni salati,/ ai pesci colorati,/ ai cornetti gelati,/ alla spiaggia infuocata/ all’abbronzatura/ di cioccolata”.
 Un memoriale che nella poetica della Nostra ha sempre contribuito alpoieo con generosa espansione lirica. È facile per la Carresi abbandonarsi a un tempo di felici fughe emotive; assume quasi valore di alcòva rigenerante, dove ritrovarsi, anche, sottraendosi a routines in cui l’omologazione e gli stessi disvalori di un mondo socialmente iniquo e indifferente alle sofferenze, la portano ad uno sperdimento etico, o a vere invettive coscienziali:

Quando ci scandalizzeremo?

Quando indignati
urleremo il
nostro NO
ai signori
della morte
e del dio quattrino?

Quando ci riprenderemo
la nostra Terra
per pascolare
coltivare
dormire
fare l’amore

Tutto in maniera sana?

Quando?

La nostra Vita,
quella dei nostri figli
e di tanti innocenti
saranno al sicuro?

Quando le pecore
non partoriranno
agnelli deformi?

Quando?

…

Non ci sarà
esistenza
se la Terra
tentennerà
e
neppure l’anima
sopravvivrà
in assenza di onestà (Quando?).

Parole di robusta energia esplicativa, sorrette da un credo di cospicuo impatto emozionale, da risentimento e da un motivato afflato di dolore. E il dolore c’è in questa storia, è preminente nello scorrere dei versi. E dalle plurime occasioni ispirative, di perspicua frequentazione intimistica, e di profondo scavo psicologico, fuoriesce una filosofia piuttosto negativa sul fatto di esistere. Una filosofia che scaturisce da una sommativa di tappe da via crucis, di inquietudini su un percorso di catartico affrancamento. Inquietudini e risentimenti nati da rispetti mancati, da fiducie tradite, da sogni sfumati; ma forse è proprio attraverso tali strade che l’anima acquisisce una potenza umana tale da farsi nerbo di un poema; lava vulcanica ex abundantia cordis:

Lascerò leccare
le tue ferite
ai mie cani,

se le avrai.

Io, non lo posso
fare… (La follia omicida dell’oggi).


Quanto dolore
ha causato la tua partenza!

Certo,
tu hai solo dovuto
ubbidire.

E noi?

Qui nel disagio
ad affrontare
mille responsabilità.

E Lei?

Ancora giovane
e tanti problemi
caratteriali
oltre
ai cento giganti... (Disagio).

         Ma è soprattutto il ricordo l’artefice primo di una vis esistenziale foriera di venature melanconiche; di un sapor vitae condizionato da spazi umanamente disumani per una coscienza dell’ hic et del nunc; di un’ora che implacabile corre lasciando solo scorie che tornano a galla pacate, silenziose, in punta di piedi, ma anche irruenti e salate come l’acqua di un mare sapido di ardore allusivo a dirci l’amaro dell’esistere, la precarietà dell’esser-ci, e le ingiustizie degli umani. Ma se il tempo maturerà le sue spine, se il tempo, l’invincibile tempo, mostrerà tutto il suo potere, non sarà certo sufficiente a spegnere quel fuoco ardente, profumato di bosco e di salsedine, che alimenta l’anima della Nostra. Interverranno antichi profumi, abbrivi di fantasia, volitivi azzardi verso antiche primavere a intrecciare petali di rose fermandoli con aghi di spine:

Se il Tempo
mostrerà le sue spine,

chiederò al vento
di piegare
le rose.

Raccoglierò i petali,

li intreccerò
fra di loro
fermandoli con le spine.

La collana
che indosserò
non mi
pungerà
e
l’antico profumo,
esalterà la mia fantasia
fino a renderla,
magia (Rose e spine).

Sì, il sogno, gli onirici spazi più reali del reale, l’apertura di braccia ad avvincere il tutto, l’oggi l’ieri e il domani, le tante connessioni che possono inficiare le divergenze, o le divergenze stesse a recare dolori, le aporie, l’ardire di sottrarre la bellezza agli annichilenti artigli del tempo, tutto contribuisce a dare vigore alla plurivocità della poesia della Nostra; una poesia dove non possiamo non leggere l’articolato e complesso motivo della tematica erotica. Un sentimento, questo, spiritualmente elevato che fa dell’amore una trascendenza, della terrenità un trampolino di lancio oltre il temporale:

.… Lasci la tua
solita riservatezza
e mi dici
di venire da te.

Socchiudo la porta,
ti guardo
e
prima che le tue labbra
si schiudono,
i tuoi occhi
hanno già parlato,
stelle nere che
illuminano stanze grigie
e raccontano
del nuovo battito
che cresce in te (Complicità).

Si parte dalle piccole cose, dai minimi gesti, dalle effusioni più naturali, per azzardare slanci emotivi tanto intensi da toccare l’azzurro, l’irrazionale, la passione antecedente al pensiero. E questa è la vita, in tutta la sua complessità, in ogni sua sottrazione e in ogni suo dono. Perché grande è il dono che ci ha offerto. È senz’altro sufficiente a convalidarlo la sua venuta. E non vi è distinzione fra il suo proporsi e la poesia. La  vita è l’arte dell’incontro, afferma un poeta brasiliano, Vinicius De Morales; e in Sandra la vita e la poesia sono la stessa cosa. In più lei impreziosisce il suo canto con figurazioni e cromie che mai sono oziose, ma sempre funzionali a un dire abile nel dribblare il vacuo sentimentalismo. Lo fa con argini verbali significanti ad esperire controllatissima effusività che Contini definisce “pulizia dell’anima”. Una effusività che sa tradursi anche in scene di polisemica significanza, di trasalimento panico, di cospirazioni naturistiche a concretizzare intenti di speranze per rinnovamenti spirituali tesi ad unire antichi appuntamenti col respiro del Mondo:

L’abbraccio serale
del Sole
infuoca il cielo
tingendolo di arancio.

Promessa solenne
di un giorno nuovo.

Appuntamento antico
di un incontro
che si rinnova
col respiro del Mondo (Tramonto).

Commentando la sua poesia ebbi già a dire: “La poesia di Sandra Carresi è piena di vita, di  amore e di dolore. È umana in tutte le sue vicissitudini. Si leggono fatti e avvenimenti che ci rattristano. Ci sconvolgono, ci turbano. Si esiste e ci poniamo i perché del nostro esistere. Tanti  perché che lasciano dubbi, incertezze. E quindi bramiamo parole, cerchiamo con impennate creative, con vertigini paniche, con lo scandalo delle contraddizioni, quei verbi che soddisfino il sentire. E questa è la sua poesia. Cosciente di esistere in un tempo implacabilmente labile, e sottrattivo, si azzarda in voli che vadano oltre i limiti, oltre la sintassi. Ma pur complesso il suo canto, pur sgorgato da una sorgente che deve farsi spazio fra pietre dure e ricamate di muschio, alfine trova luce. E scorre limpido e gorgogliante ai raggi del sole; scorre limpido tra rive profumate di speranza; verso il mare: “Ma, non è così./ Il cielo,/ ha anche luce,/ non solo buio./ Al sole,/ o coperto da nubi,/ parla d’amore,/ ed è forse più facile/ conservarne  memoria/ nella grotta della vita”. E credo che questa citazione contribuisca non poco a chiarire il dipanarsi della suo pensiero poetico, il suo essere che mi piace vederlo volare libero, nell’Immenso, in balìa del vento, di un sereno riposo, con in cuore un ritorno vicino, un sole d’amore.

Libero poi me stesso nell’Immenso, con il vento,
vivere la vita qui, respirando te.
Calore adesso dal camino,
sereno riposo immaginando un ritorno vicino.

                                                    Nazario Pardini
 18/01/2014

venerdì 22 novembre 2013

Sandra Carresi è finalista al IV Premio Lett. Internazionale Agemina per la poesia edita



SANDRA CARRESI SI E'  CLASSIFICATA FRA I 5 FINALISTI NELLA IV EDIZIONE DELL'IMPORTANTE PREMIO LETTERARIO "AGEMINA", FIRENZE, CON IL LIBRO:
LE ALI DEL PENSIERO 
  


"... Ma è la natura con i suoi colori, con le sue immagini sapide di vento e di mare, di albe rigeneranti, di tramonti terminali, di colli declinanti al piano leggeri e fugaci, ad accompagnare le confessioni erotico-esistenziali, o immaginifico-confidenziali della poetessa. Ed è soprattutto in queste pagine di fede e di amore che si fa più presente con i suoi abbrivi rappresentativi. Lì, dove il linguaggio traduce la polpa di un’anima volta a ritrovarsi in un dire più allegorico e allusivo. C’è qui una natura docile e generosamente disponibile a rivestire con i suoi corpi le effusioni emotive; a ricorrere a combinazioni cromatico-figurative per dare consistenza al poetare..." (Dalla recensione di N. Pardini).

domenica 6 ottobre 2013

Sandra Carresi inserita nel sito "Opera uno" e intervistata

SANDRA CARRESI. Autrice di Poesia e Narrativa
Posted on: 4 ottobre 2013
Sandra CarresiSandra Carresi è nata a Firenze nel 1952 e scrive dal 1999.
Da circa quattro anni pubblica racconti brevi e poesie su siti web letterari.
Dal 2009 al 2013 ha pubblicato alcuni libri di poesia e narrativa.
Nel 2013  si è classificata al primo posto nel Concorso di Creatività letteraria con il suo più recente libro di poesie, “Le ali del pensiero”.
Di Sandra Carresi Opera Uno propone un’intervista e la presentazione del libro “Le ali del pensiero“.
Etichette:
 
http://operauno.wordpress.com/2013/10/04/sandra-carresi-poesie-e-racconti-brevi/



LE ALI DEL PENSIERO

libro-le_ali_del_pensieroLE ALI DEL PENSIEROdi Sandra Carresi
Libreria Editrice Urso
Questo volume è risultato vincitore del Concorso di Creatività Letteraria 2013 per la sezione Opere edite con la seguente motivazione:
« Per aver saputo rappresentare nei propri versi, profondi e sentiti, la continua riscoperta della vita in un susseguirsi di emozioni legate alla forza dei sentimenti, intesi come nobilitazione dell’animo umano e grande supporto per affrontare i disagi dell’esistenza ».
Così l’autrice parla della sua opera:
« La poesia per me è terapia. È la voglia dell’anima di prendere il volo ed esprimere, a volte anche graffiando, i disagi, le salite della vita, ma, non solo, anche le gioie, ed ancora, la necessità di rispolverare i ricordi proprio per riviverli  e riassaporarli.
Nel mio libro “Le Ali del Pensiero“ c’è dentro tutto un anno, forse pienamente sofferto ma anche arricchito perché questo, in realtà, è il risultato della poesia: stare bene dentro, sereni nell’anima per poterle dare quelle ali per volare “Altrove”, per poi tornare alla realtà del vissuto quotidiano, accogliendolo con la gioia nel cuore ».
Alcuni versi tratti dalle poesie del libro:
“Suonano vecchi tromboni / a cavallo del secolo, / musica antiquata per ogni età”
“Sorprendi, Uomo / il tuo cuore, / torna a riprendere / il tuo antico pensiero”
“Mentre le tue narici frugano / il terreno, / Io mio avvolgo nel profumo di gelsomino / e delle rose curate nei giardini”


Intervista con Sandra Carresi

Sandra Carresi  risponde ad alcune domande sul suo libro “Le ali del pensiero” e sulla sua attività letteraria.

“Le ali del pensiero”: perché ha scelto questo titolo per il suo libro di poesie?
Il pensiero  è sempre dentro l’anima  e spazia, sia nel giorno, che nella notte. Io ho voluto fermare i miei pensieri sulla carta, affinché rimanessero fermi per il tempo che verrà. Un po’ come fermare il tempo senza farsi male.

Come nasce la poesia dal pensiero?
Il pensiero si trasforma in poesia trascinato dal fascino e dall’amore per tutto quell’immenso verso cui lo sguardo azzarda il suo respiro, e lo fa, sì per l’amore verso la vita, l’arte, il sogno, ma anche per sottrarsi alle angustie del quotidiano, alle solite immancabili salite della vita.

Qual è il suo stile poetico? Da quali elementi nasce la sua ispirazione?
Il mio stile poetico è libero e ricorre ad assonanze, e consonanze, a rime interne, cercando di rendere la poesia armonica, avvincente in un completo abbraccio tra la forma e l’imput emotivo. Per quanto riguarda l’ispirazione… direi di essere un’ottima osservatrice e ascoltatrice. So carpire con gli occhi e ascoltare il mio interno, che sono poi, le mie necessità.

Cos’è per lei la poesia? Come riesce a conciliarla con le esigenze e gli imprevisti della vita quotidiana?
Per me, la poesia è terapia. È semplicemente un’arma bianca. Ne ho bisogno per vivere il quotidiano, per esternare gioie e sofferenze, trovando poi, in seguito, la forza necessaria per ogni soluzione. Riesco a conciliarla con gli impegni quotidiani, magari anche girando col mestolo un minestrone, perché il mio pensiero è costante, in ascolto dentro, con l’osservazione fuori, sia sulla natura, con i miei simili, con gli animali che adoro. Potrei scrivere poesie anche sui sassi o sulle passeggiate in compagnia del mio cane, sui volti conosciuti o quelli di passaggio… quando mi siedo al pc ho già in mente il mio pensiero.

Cosa sa cogliere in più l’occhio del poeta, che altri non sanno individuare?
Il poeta sa cogliere di più di altra persona, perché “sa ascoltare l’oltre” sia con la fantasia sia con l’anima. Probabilmente è una questione di sensibilità maggiore o, semplicemente, di allenamento.

Si dice che i poeti abbiano “la testa tra le nuvole”: secondo lei c’è un fondo di verità in questa affermazione?
Non sono d’accordo sulla frase, per me scontata: poeta – testa fra le nuvole. Il poeta non si limita a parlare di sole, luna, stelle. Egli possiede, a mio avviso, una buona conoscenza di se stesso, di ciò che lo circonda, ed esterna appunto, sì, la gioia di una serata stellata, ma va anche oltre quelli che sono i problemi, le angosce, i mali di un mondo che non è affatto come noi vorremmo. Non dà certo ricette risolutive, ma ne parla e pone la discussione anche se in chiave poetica. Il poeta cerca di capire, intendere tutto quel patrimonio che alimenta la vita, traendo magari, aspetti positivi del vivere.

Pensa che il mondo sarebbe migliore se tutti fossero poeti?
No, non penso che il mondo sarebbe migliore se tutti fossimo poeti. Ognuno deve fare la sua parte e al meglio, ciò per cui è portato. Penso, tuttavia, che il mondo dovrebbe avvicinarsi di più alla lettura, alla poesia stessa, come specchio di vita e riflessione interna.

La poesia coltivata come passione, nel leggerla o nel comporla, può aiutare a vivere meglio?
La poesia, sicuramente, almeno a mio avviso, aiuta a vivere meglio, perché è un raccontarsi allo specchio, è mettere a nudo l’anima, non sentirsi solo, avere una buona conoscenza dell’Io per fronteggiare, poi, la passerella della vita.

Secondo lei Internet è un buon mezzo per diffondere la poesia?
Internet è sicuramente un  ottimo mezzo di diffusione per farsi conoscere, per condividere con altri il proprio pensiero vestito di gioie, speranze e angosce. La poesia è un vestito che può tornare bene a molti. Tuttavia, recitarla dal vivo trasmette altre sensazioni ed emozioni.

A quali generi di lettori si rivolge? Cosa offre ai lettori dei suoi versi? Intende trasmettere dei messaggi?
Le mie poesie sono rivolte a più generazioni. La poesia non si spiega. Se arriva, hai emozionato. Qualcuno si è ritrovato e… questo è il massimo che si può ricevere. Come messaggio, vorrei infondere la speranza, sempre, la determinazione e la combattività per ogni respiro vitale. Ogni ostacolo, ogni percorso faticoso e difficile contiene per tutti quella cima dove si riprende a sognare, a volare, e quella luce, anche se fioca, può regalare quell’alba per ripartire a vita nuova. Il mio, che sia un volo di tortora o di aquila, graffiante o bagnato dalla pioggia battente, vuole essere l’opportunità di rielaborare dolori e curare ferite inferte dalla vita, mantenendo la speranza e la positività di raccogliere entusiasmo e trasmetterlo al lettore in un linguaggio agevole, fresco e immediato, scegliendo, sempre, la Vita.

mercoledì 21 agosto 2013

Nazario Pardini sulla poetica di Sandra Carresi


Sandra Carresi: L’ombra dell’anima ,  Libreria Editrice Urso. Avola(SR). Pp. 56

Sandra Carresi: Le ali del pensiero,  Libreria Editrice Urso. Avola(SR). Pp. 56

 

Tutto si fa motivo di partecipazione, motivo di convivenza e di esistenza

 

Il memoriale, la natura, l’amore inteso nella sua accezione più piena, l’arte, la vita, il sogno, l’immenso con tutto il suo trascinamento, quell’immenso verso cui ogni essere azzarda lo sguardo per sottrarsi alle angustie del terreno, per lanciare l’anima oltre gli orizzonti di un mare che già di per sé sa d’infinito, e la parola con tutto il suo dilatarsi ed intrecciarsi in armoniche romanze, sono gli ingredienti succosi e saporosi di queste due sillogi che si compattano per continuità ispirativa e organicità stilistico-contenutistica.

       E. A. Poe (1809-1840), pubblicate le sue Poesie nel 1831, nel saggio postumo Il principio poetico definisce la poesia “creazione ritmica della bellezza”, convinto che “il sentimento poetico si ottiene nell’unione tra poesia e musica, giacché nella musica, forse, l’anima raggiunge quasi interamente il grande fine per il quale, se ispirata da un sentimento poetico, essa lotta… per raggiunge la creazione della Bellezza Suprema…”.

E Sandra Carresi fa di tutto, ricorrendo ad assonanze, a consonanze, a rime interne, a paronomasie o ad altre figure stilistiche di grande vis creativa a che la sua poesia risulti armonicamente avvincente e suasiva nel suo abbraccio tra forma ed input emotivi:

 

Sto cercando di dare

una parvenza diversa e

intanto spalanco la finestra (pp. 14, L’ombra dell’anima);

 

(…) in fondo, ciò che

fa più alta la somma

è la passione che

spesso porta alla

realizzazione,

tutto il resto,

come dice una canzone,

è “noia” (pp. 15, ibidem);

 

(…) di un azzurro intenso

graffiato da stormi

di storni(…) ( “paronomasia”, pp. 46, ibidem).

 

E lo fa con scarti immaginifici di un animo che sa alternare reale a voli di onirica fantasia, impiegando eloqui ora stringati, e ora, magari, più ampi e distesi per voglia di dire, che in ogni caso si concedono ad abbandoni epico-lirici di tensione orfica. E l’armonia, la musicalità, il procedere flessibile del verso per rispettare le richieste impellenti dell’anima, sono i fondamentali di una onesta e buona resa poetica. L’antiporta di un mondo in cui la Nostra dà tutta se stessa per nutrire una storia che fa della vita e di ogni sua manifestazione lo specchio dell’anima. Sì, della vita! Poiché la poetessa l’ama questa vita. Ama i suoi frutti, i suoi colori, ama le sue vicende; vicende di un’avventura irripetibile; e anche da quelle negative e dalle sottrazioni, sa trarre gli aspetti positivi del vivere. Dato che lei vuole intendere, vuole capire, perché tutto, in definitiva, è un patrimonio che alimenta questa vita. E lo si vede, ad esempio, dalla maniera con cui osserva il mondo del figlio:

 

(…) sei tu

ricco di fantasia,

concreto sui tuoi

traguardi

(…)

Trasformando

da sempre,

il possibile

elemento di disturbo,

in fonte duratura

di

abbagliante

energia (pp. 28-29, ibidem).

 

Tutto si fa motivo di partecipazione; motivo di convivenza e di esistenza. E la Nostra, pur cosciente dell’impossibilità di varcare certe soglie, è persino invogliata a introdursi nelle maglie del mistero; a soddisfare le urgenti curiosità di sapere e di conoscere. Osserva, vogliosa di esistere, ogni segmento della realtà; lo fa suo per andare oltre l’apparenza con incantamento; e con lo stesso incantamento lo dà alla pagina fresco e zuppato del suo sentire:

 

(…) Anch’io ero lì,

un attimo fa,

ma sono già qui

al calduccio

e osservo la vita

dalla vetrata,

incantata (pp. 45, ibidem).

 

             E si fanno avanti squarci di un realismo lirico di grande impatto emotivo:

 

la rinascita dell’alba:

 

(…) Ogni alba,

nasce dall’abbraccio

della notte

per trasformarsi in giorno

perdendosi poi,

in un tramonto (pp. 9, Le ali del pensiero);

 

tutto ciò che sa d’eterno:

 

(…) E quando la notte

inizia farsi sentire,

e il nuovo/ giorno tarda a venire,

è nell’angolo più

buio che vibra

la forza

dell’antico incontro

di Noi (pp. 15, ibidem);

 

l’amore per il compagno:

 

(…) in ogni angolo

ci sono i tuoi

Pensieri,

i tuoi sonni,

i tuoi sospiri.

 

Ogni cosa

parla di te

e di noi(…) (pp. 17, ibidem);

 

quel vento che sussurra certezze:

 

(…) C’è un vento

che soffia di notte

e di giorno,

sussurra da sempre,

certezze del cuore (pp. 21, ibidem);

 

ma, soprattutto, quell’opera d’arte che è la Vita:

 

(…) Adesso, metto l’accento

sulla qualità di questa

avventura, che è per me

un’opera d’arte:

la Vita (pp. 22, ibidem).

                                                                                                                                             

             Tutto è indice di una filosofia esistenziale positiva da cui la Nostra trae forti emozioni per alimentare il suo “poema”. E anche se la Carresi sa che la vita è breve, e breve è il tratto che ci è concesso di tanta avventura:

 

(…) Noi, invece,

temiamo il freddo della notte

ed il passare del tempo,

ma, abbiamo cuore per

quell’aurora che

ci trova insieme (pp. 26, ibidem),

 

tuttavia è in possesso di quella grande forza interiore che induce a viverlo con attiva partecipazione questo segmento; a viverlo con l’intensità che richiede tale prodigio:

 

(…) E quando l’onda

s’incresperà alta,

cerca di ricordare

che io, sono lì con Te,

non come

un’intrusa,

ma forza nascente per domare

quell’onda troppo alta (pp. 32, ibidem).

 

             Sì!, anche se “sed fugit interea, fugit irreparabile tempus”, la poetessa sa volar via “prima che dal cielo l’acqua chiuda ogni via d’uscita”.

             Ma è la natura con i suoi colori, con le sue immagini sapide di vento e di mare, di albe rigeneranti, di tramonti terminali, di colli declinanti al piano leggeri e fugaci, ad accompagnare le confessioni erotico-esistenziali, o immaginifico-confidenziali della poetessa. Ed è soprattutto in queste pagine di fede e di amore che si fa più presente con i suoi abbrivi rappresentativi. Lì, dove il linguaggio traduce la polpa di un’anima volta ritrovarsi in un dire più allegorico e allusivo. C’è qui una natura docile e generosamente disponibile a rivestire con i suoi corpi le effusioni emotive; a ricorrere a combinazioni cromatico-figurative per dare consistenza al poetare.

             Versi brevi, incisivi; poesia libera, che gioca tutto il suo pathos su tirature di corto respiro, che sanno arrivare con immediatezza al sentire di ognuno. Sta qui, forse, la virtù di questa poesia: nella sua narrazione semplice e di polisemica significanza, che, senza orpelli d’inutile retorica, ci racconta una storia di eccelsi sentimenti e di nobili valori. Ci parla di vita e d’amore:  

 

Solo il vento può portarti altrove,

ma non prima che io ti abbia,

come sempre, raccolto nel cuore.

 

15/08/2013