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lunedì 24 giugno 2013

"Le rime del cuore attraverso i passi dell'anima" di Annamaria Pecoraro, un commento di Sandra Carresi

Le rime del cuore attraverso i passi dell'anima
(raccolta di poesie)
di Annamaria Pecoraro "Dulcinea"
Lettere Animate, 2013

Commento di SANDRA CARRESI
 
Sono intense le poesie di Annamaria, io preferisco chiamarla Madonna Dulcinea  perché non sembra appartenere a questo secolo, e neppure al secolo scorso; io la vedo come una madonna rinascimentale, non certo per il suo aspetto fisico moderno, ma per il suo interno. Per la delicatezza del suo parlar d’amore, chiaro, ma in punta di piedi.

Le sue poesie, a mio avviso, sono un dialogo, con chi…? Forse con se stessa, forse con i suoi fantasmi, col suo presente, con l’Alba con cui si risveglia al mattino. Sono  - rari ori – di un’anima generosa che potrebbe anche essere agguerrita ma, senza nessuna arma all’infuori della  - parola – che come una sirena più che una farfalla svolazzante, canta una melodia con la sincerità del cuore. Ascoltarla, leggerla, è placarsi, proprio come un temporale estivo, dopo gli scrosci d’acqua, i tuoni e i fulmini, ritrovo poi,  di sole, di sereno e… arcobaleno.

Sì, il cuore è pieno di risorse, certo non per tutti, ma, la sua musica è piena di messaggi, di danza e di positività, è un vestito che si adatta ad ogni taglia e ad ogni tempo.

-          pagina 92 – 93 -  Tempo per ballare  -

 In questa poesia, a mio avviso, bellissima, ci trovo – il racconto della vita – e quel vestito adatto a tutte le taglie-

 
..............C’è un tempo per urlare,

        per restare in silenzio,

per volare alti,

       ed uno, per tenersi saldi a terra.

 

    C’è un tempo, in cui le esitazioni invadono,

le preghiere sembrano inascoltate,

ed uno, in cui “ grazie”, piovono.

 
Forse, la Poesia può aiutarci a trovare il nostro tempo, proprio come dice Dulcinea.

 
Delicatamente sedotta dalla Poesia :   I gioielli di Ponte Vecchio “-

 Forse perché sono fiorentina? Anche.

Ma, soprattutto perché conosco bene i tesori di Ponte Vecchio e il loro fascino, ma ognuno di noi, se è fortunato, possiede una pietra di inestimabile valore

e, soprattutto, non la troverà in vendita in nessun Ponte….

       I gioiellieri chiudono i battenti,
                                                                                                 ma tu, in questa sera, non mi lasci andare.
     Con il chiarore della luna,
                                                                                                                 splendiamo, rari.

 
Anche l’Amore cantato nella sua passione e alchimia, si veste d’accesi respiri, di voglie tremanti e di baci appassionati, ma, è sempre un tango in cui si respira i battiti d’ali ed un inno alla Vita.

 
Se dovessi accostare ad un colore il nome di Dulcinea, questo, sarebbe senz’altro il rosso, ma, anche il bianco.

Il rosso per la passione con cui Lei canta l’Amore in tutte le sue forme, il bianco, per la delicatezza del suo animo e per le parole con cui sa vestirsi.

Profumi, colori e carezze, questa è Dulcinea, la sua Poesia e la sua Musica.

                                                                                                                                                                                   Sandra Carresi                                                                                                                                                            

mercoledì 16 gennaio 2013

"Un fiorentino a Sappada" di Massimo Acciai recensito da Sandra Carresi

Un fiorentino a Sappada
di Massimo Acciai
Lettere Animate Editore, 2012
Recensione di SANDRA CARRESI

Massimo_Acciai_Un_fiorentino_a_SappadaAveva perfettamente ragione Paolo Ragni nella sua presentazione al libro di Massimo Acciai il 12 gennaio. E’ un libro semplice, ma per niente banale.
Dalla fervida fantasia di Massimo, questi nove racconti sono una “bevuta” che raccoglie la fantasia, la fotografia di queste montagne in pieno luglio, gli acquazzoni improvvisi, il sole della montagna, la mescolanza di periodi storici diversi, il sinistro, la timidezza patologica e le “impacciature” di chi, forse sa navigare molto bene dentro un libro e con la penna, poco con gli approcci della vita.
Ho respirato aria fresca e ascoltato temporali inquietanti, ma quello che più mi ha colpito, è la solitudine che ogni uomo si porta appresso, anche se geograficamente in un posto rilassante, piacevole, in compagnia della natura, di amicizie, in vacanza, ma, le inquietudini, le malinconie, i ricordi di chi non abbiamo più accanto per partenze anche premature, modellano stati d’animo tali da ricercare nell’aria, nell’immenso, un grande alleato, quale è la fantasia, e la voglia di raccontare.
Personalmente amo molto il mare, ma la lettura di Massimo ha scatenato in me un grande curiosità su Sappada, di cui, francamente, non conoscevo neppure il nome e non solo, pur non essendo una camminatrice, mi sento molto attratta dalle Alpi, in particolare, dalle Dolomiti, dove ho trascorso tre anni della mia adolescenza. Chissà, potrei ritrovare quella ragazzina….
Direi che leggere, -Un fiorentino a Sappada – è come bere un bicchiere d’acqua fresca a un tavolino di un bar al riparo dalla calura estiva.